“Per poter garantire la qualità che il sistema fiscale aspetta dagli Avvocati certificatori del rischio fiscale, è necessario che i corsi di formazione integrino la competenze tributarie – che dovrebbero essere presupposte – con le materie più complesse: fiscalità internazionale, principi contabili internazionali, operazioni straordinarie”.
L’invito viene dal presidente della Unione nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi (Uncat), Gianni Di Matteo, che oggi è intervenuto in Corte di Cassazione nel Convegno “Tax control framework. Adempimento collaborativo. Il nuovo ruolo dell’Avvocato certificatore”, organizzato in collaborazione con Camera tributaria di Roma e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
“Abbiamo apprezzato le parole del Direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone, che ha richiamo le necessità di rigore, di preparazione specifica, di intransigenza nel certificare il rischio fiscale delle imprese e il richiamo alla precondizione di una preparazione tributaria e fiscale solida, che gli avvocati tributaristi sono in grado di offrire”.
I numeri forniti oggi testimoniano l’opportunità per gli avvocati tributaristi di acquisire il titolo di certificatore del Tax control framework: solo nel Lazio si stimano circa 500 aziende nel range di volume di affari di 500mila euro.
“Si tratta di una nuova competenza, oggi limitata all’ analisi del rischio fiscale delle aziende più grandi e prodromica alla cooperative compliance; ma che potrà essere estesa a realtà aziendali più piccole con il TCF opzionale. Auspichiamo che il ruolo del certificatore possa essere svolto da più professionisti in team. La riforma fiscale dichiara di voler spostare l’asse del rapporto fisco-contribuente verso una maggiore collaborazione preventiva. Se da una parte, questo significa una sempre maggiore specializzazione per affrontare questioni più complesse presso le Corti di giustizia tributaria e in Cassazione, dall’altra ci obbliga a interrogarci sul futuro della professione, che Uncat ha contribuito a disegnare. Oggi dunque occorre investire sempre di più in qualità e specializzazione. Ed è questo che chiediamo ai colleghi e alle Istituzioni competenti, mettendoci a loro disposizione; ed è il criterio ispiratore della nostra Scuola di Alta formazione e specializzazione”, spiega Di Matteo.
All’evento sono intervenuti il Viceministro delle Finanze, Maurizio Leo, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, il consigliere CNF Vittorio Minervini, la professoressa Livia Salvini (LUISS), ospiti del presidente del Consiglio dell’Ordine, Alessandro Graziani.
In video, Leo si è dichiarato convinto che l’avvocatura potrà dare un apporto notevole grazie alla proprio conoscenze giuridiche, integrate con le competenze contabili.
Il Direttore Carbone ha evidenziato il cambio culturale che è richiamato dall’istituto della cooperative compliance, con impatto positivo reputazionale sia per il sistema Paese sia per l’azienda stessa ammessa all’istituto. Centrale, hanno convenuto i relatori, il tema della formazione e della migliore organizzazione e coordinamento scientifico dei corsi prodromici all’esame per conseguire l’abilitazione alla certificazione.