A Roma il confronto tra accademia, magistratura, professionisti e Agenzia delle Entrate.
Al centro del dibattito le criticità applicative di un istituto ancora non pienamente valorizzato nelle procedure di crisi d’impresa.
Per consentire alla transazione fiscale di diventare uno strumento realmente efficace di risanamento delle imprese occorre superare le persistenti incertezze normative e applicative che ne limitano l’utilizzo. È necessario semplificare il procedimento, circoscrivendo la valutazione dell’Amministrazione finanziaria ai profili di convenienza e fattibilità della proposta e garantendo tempi certi per la decisione.
È questo il messaggio emerso dal convegno “La transazione fiscale: dubbi e opportunità di un istituto ancora incompiuto”, promosso oggi a Roma da UNCAT – Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi, in collaborazione con le Camere Tributarie di Roma e Milano.
A sintetizzare le conclusioni dei lavori è stato il Presidente di UNCAT, Gianni Di Matteo, al termine di un confronto che ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti dell’accademia, della magistratura, delle professioni e dell’Amministrazione finanziaria.
Particolare apprezzamento è stato espresso per la disponibilità manifestata dall’Agenzia delle Entrate, rappresentata da Roberto Di Nardo, responsabile della Sezione Riscossione della Direzione Regionale Lazio, a valutare favorevolmente le proposte di transazione fiscale supportate da una documentazione completa e dall’attestazione di convenienza resa dal professionista indipendente.
I dati illustrati nel corso dell’incontro evidenziano tuttavia un utilizzo ancora limitato dell’istituto: nel Lazio risultano soltanto sette pareri favorevoli, mentre nel resto del territorio nazionale i numeri sono ancora più contenuti. Un dato che conferma la necessità di rafforzare il dialogo tra Amministrazione finanziaria e operatori professionali per favorire una più ampia diffusione dello strumento.
Dal confronto accademico sono emersi inoltre numerosi spunti di riflessione sulle relazioni tra transazione fiscale e procedure di regolazione della crisi d’impresa. In particolare, è stata evidenziata l’esigenza di superare l’attuale frammentazione della disciplina e di evitare interpretazioni applicative che possano estendere le cause di esclusione oltre i limiti antiabuso previsti dalla normativa.
Nel corso dell’evento si è parlato anche del miglioramento della qualità e della conoscibilità della giurisprudenza tributaria. Con riferimento all’intervento della Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, Carolina Lussana, UNCAT ha accolto con favore la disponibilità a valorizzare il contributo dell’avvocatura nella selezione delle pronunce di maggiore rilievo ai fini della redazione delle massime e dell’implementazione della banca dati della giurisprudenza tributaria.
“Condividiamo l’obiettivo di favorire una maggiore uniformità, qualità e conoscibilità delle decisioni tributarie e apprezziamo l’impegno volto a rafforzare la cultura della terzietà e dell’imparzialità del giudice tributario”, ha dichiarato Di Matteo.
Ai lavori hanno preso parte Franco Paparella ed Eugenio Della Valle, professori ordinari presso l’Università La Sapienza di Roma; Giulio Andreani, Partner Gianni & Origoni, Alberto Incollingo professore ordinario presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”; Mauro Vitiello, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione; Marco Marazza, professore ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore; Alessandro Pettinato, Vicesegretario Generale di Unioncamere.
Hanno portato i saluti istituzionali Fabiola Del Torchio, Vice Presidente Uncat e Presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Milano, e Raffaella D’Anna, Vicepresidente della medesima Camera e Tesoriere UNCAT.