Il IX Congresso UNCAT indica le priorità:
Fisco digitale con più trasparenza dell’algoritmo
Controllo del giudice su verifiche e accessi fiscali
Verifiche periodiche e accertamenti
sulle segnalazioni di uso improprio di AI nelle sentenze


Dal IX Congresso nazionale di Cagliari le linee della mozione: un rimedio immediato contro accessi e indagini illegittimi, trasparenza sugli algoritmi del Fisco, decisione sempre al magistrato con verificabilità


Il contribuente deve essere titolare di diritti effettivi già durante accessi, verifiche e indagini finanziarie, non solo dopo l’avviso di accertamento. L’intelligenza artificiale nell’accertamento e nel processo tributario richiede più verificabilità e un contraddittorio effettivo in ogni fase, dalla selezione dei controlli fino alla sentenza.

Sono le linee della mozione del IX Congresso nazionale dell’UNCAT – Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi, svoltosi a Cagliari il 9 e 10 ottobre sul tema “La tutela effettiva dei diritti del contribuente nell’istruttoria fiscale e nella giustizia tributaria nell’era digitale”.
Per il Congresso degli Avvocati tributaristi italiano, l’efficacia della importante lotta all’evasione e l’esigenza di una giustizia rapida non possono giustificare una attenuazione delle garanzie. L’evoluzione tecnologica rende anzi più necessario definire con precisione i limiti dei poteri pubblici.

Il punto di partenza: Strasburgo. Il Congresso ha mosso la riflessione dalle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’Italia: Italgomme e Agrisud (2025), Ferrieri e Bonassisa ed Edilsud (2026). Queste pronunce hanno rilevato garanzie insufficienti negli accessi fiscali e nell’acquisizione dei dati bancari. Nello stesso filone si colloca la sentenza Grassucci dell’8 ottobre 2026, che ha ribadito le garanzie del contribuente riguardo alla ragionevole durata del processo tributario.

La modifica dell’art. 12 dello Statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212/2000), introdotta dall’art. 13-bis del d.l. n. 84/2025, è considerata un primo passo, ma non sufficiente.

Per rafforzare l’orientamento del “nuovo” fisco (lo Statuto riformato dal d.lgs. n. 219/2023, attuativo della delega fiscale) al rapporto più equo con il contribuente, UNCAT propone, dunque:
un innalzamento delle tutele nell’istruttoria fiscale, proprio in attuazione della Giurisprudenza di Strasburgo: previsione di autorizzazioni preventive, scritte e motivate in modo specifico, senza formule generiche (artt. 32 del d.P.R. n. 600/1973 e 51 del d.P.R. n. 633/1972); operazioni proporzionate, a tutela del domicilio, dei dati personali e del segreto professionale; un rimedio autonomo e tempestivo davanti al giudice tributario, anche cautelare e anche durante la verifica, esperibile in maniera indipendente quando non segue alcun atto impositivo; regole chiare sull’inutilizzabilità delle prove acquisite illegittimamente (art. 7-quinquies dello Statuto); una durata ragionevole delle verifiche; una disciplina su conservazione e cancellazione dei dati raccolti.

  • Gli algoritmi del Fisco: l’analisi del rischio fiscale e gli strumenti algoritmici dell’Amministrazione devono avere basi normative adeguate, dati di qualità e trattamenti tracciabili. Quando le elaborazioni fondano una pretesa, il contribuente deve poterne conoscere gli elementi e contestarne gli errori. La riservatezza sui criteri di selezione dei controlli non può tradursi in segretezza sulla singola contestazione. Gli atti devono restare sotto la responsabilità effettiva dei funzionari.

    Sentenze tributarie e Intelligenza artificiale. L’art. 15 della legge 132/2025 e le linee guida del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria riservano la decisione al magistrato. Per il Congresso, questa riserva è effettiva solo se ogni passaggio resta verificabile e aperto al contraddittorio. I recenti casi di sentenze tributarie con tracce di testi generati dall’IA lo rendono urgente: la sottoscrizione non sostituisce la verifica personale del giudice su contenuti e fonti. L’UNCAT chiede quindi che le parti sappiano quando l’IA ha avuto un rilievo concreto nel procedimento o nella motivazione, con l’indicazione dello strumento e della funzione svolta; che sugli elementi introdotti dall’IA ci sia un contraddittorio pieno, anche nelle fasi preparatorie come lo spoglio dei fascicoli e la selezione delle questioni; che si possano contestare errori, omissioni e ricostruzioni inesatte prima che entrino nella decisione; che siano tracciabili le operazioni e sia garantita la sicurezza dei dati processuali; siano attivate verifiche sulle segnalazioni di utilizzi impropri.
    Per UNCAT è necessario un coinvolgimento stabile dell’avvocatura nella definizione e nel controllo delle regole.

    L’UNCAT porterà queste proposte a Parlamento, Governo, CPGT, CSM, Garante privacy, CNF e OCF, e le accompagnerà con iniziative di formazione. Il testo definitivo della mozione sarà diffuso nei prossimi giorni.­­

“Gli interventi delle massime autorità istituzionali al Congresso nazionale UNCAT testimoniano una significativa attenzione verso la giustizia tributaria e il ruolo dell’avvocatura specialistica rappresentata in Uncat. È un riconoscimento importante, che accogliamo soprattutto come un impegno comune a rendere il sistema fiscale più certo, efficiente e rispettoso delle garanzie dei contribuenti”, dichiara il Presidente dell’Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi (UNCAT), Gianni Di Matteo, a chiusura dell’IX congresso nazionale. Sono intervenuti il Vice Ministro Maurizio Leo, il direttore della Giustizia tributaria Fiorenzo Sirianni, la presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, Carolina Lussana, la presidente della sezione tributaria della Cassazione Angelina Maria Perrino, il direttore dell’Agenzie dell’entrate, Vincenzo Carbone, la presidente AMT, Daniela Gobbi. “Il filo conduttore emerso dal Congresso è chiaro: la riforma fiscale non può esaurirsi nella riscrittura delle norme, ma deve tradursi in certezza del diritto, qualità dell’azione amministrativa, effettività della tutela giurisdizionale e fiducia reciproca. Il dialogo tra istituzioni, magistratura, amministrazione finanziaria e avvocatura tributaria non è un esercizio formale, ma una condizione essenziale per raggiungere questi obiettivi. UNCAT continuerà a offrire il proprio contributo tecnico e propositivo, nell’interesse dei contribuenti e del buon funzionamento della giustizia”.